Carta e penna
Le penne Anoto utilizzano una speciale videocamera sulla punta della penna che, aiutata da una luce a raggi infrarossi, registra le coordinate fornite dalla micro-puntinatura presente del foglio.
Per similitudine, la penna Anoto è come uno scanner che legge quanto scriviamo.
Quando abbiamo finito di scrivere, anche l’immagine è registrata nella memoria della penna (che riesce contenere diverse pagine diversamente scritte) ed è disponibile per tutti gli usi.
Sarà un micro-chip presente nella penna stessa a convertirlo in un formato digitale.
Ovviamente, essa contiene anche una normale cartuccia di inchiostro, che ci consente di leggere tutto quello che si scrive.
Uno speciale sensore misura la pressione e l’inclinazione esercitata nello scrivere.
La penna non ha né bottoni, né un display.
Sembra in tutto e per tutto una normale biro, e si usa nello stesso modo. La si attiva togliendo il cappuccio, e la si “spegne” rimettendolo.
La carta adatta alle penne Anoto è normale carta di cellulosa e può essere prodotta nei formati e tipi più disparati; carta semplice, copiativa chimica a due o tre fogli, una o due facciate, formato da A5 ad A3 o combinazioni di tutti questi tipi.
Su questa carta è stampato un pattern creato da Anoto, che consiste in piccolissimi puntini, posizionati in maniera apparentemente irregolare. Ogni minuscola sezione di questo reticolo (fino a 2×2 mm.) darà modo alla telecamera posta nella penna di localizzare esattamente in quale punto del foglio si sta scrivendo, e quindi consentirà di tracciare digitalmente il percorso dello scritto.
La stampa dei modelli, che deve essere effettuata solo da tipografie certificate Anoto, ha un costo solo di poco superiore alla normale stampa tipografica.

